venerdì, 10 luglio 2009

COMUNICATO STAMPA La Destra, Campagna

CAMPAGNA -  L’ impegno politico dei partiti de “ La Destra - Gioventù Italiana - Fiamma Tricolore” non va in vacanza.  Il compito è quello di riconoscere l’onore , la lealtà e la disponibilità ad ascoltare gli altri, quali valori assoluti nella vita di ogni giorno, rifiutando il compromesso sistematico, quale strumento di affermazione sociale.

Attraverso il Consigliere Comunale Giovanni Taddeo, lanciano una proposta di petizione popolare, affinchè si risolva il gravoso problema del traffico durante l’agosto campagnese.

Lo scopo dell’iniziativa sarà soprattutto vincolare, attraverso la volontà dei cittadini, l’amministrazione comunale a trovare una soluzione adeguata, sia alle esigenze di sicurezza pubblica, che a quelle turistiche.

Il quesito sul quale i cittadini campagnesi dovranno esprimere il loro parere si snoda in un'unica petizione che porta tre proposte :

·         L’istituzione di un senso unico di afflusso e deflusso del traffico veicolare solo ed esclusivamente attraverso la strada via Madonna delle Grazie, prevedendo il divieto di parcheggio su tutta l’arteria. Utilizzare la strada Provinciale principale come afflusso solo per i residenti e i mezzi di emergenza.

·         L’istituzione di un senso unico di afflusso verso il paese,fino all’incrocio con via Madonna delle Grazie, che preveda la rimozione forzata di tutte le autovetture sul lato del marciapiede Sant’ Antonio, al fine di evitare code ed avere la possibilità di afflusso dei mezzi di emergenza. Utilizzare via Madonna delle Grazie come strada di deflusso con posteggio di un’unica fila.

·         La chiusura all’accesso del paese ai non residenti del centro storico nei giorni del 13-14-15-16 agosto, con l’istituzione di navette di trasporto gratuito per i turisti e per i non residenti dalle ore 20.00 alle ore 2.00 in partenza dalla frazione Quadrivio.

 

I cittadini sono chiamati a firmare affinché il Consiglio Comunale, facendo riferimento all’ art. 12 dello Statuto comunale, metta all’ordine del giorno la risoluzione del problema attraverso l’adozione di almeno una delle tre proposte presentate agli stessi cittadini.

I Segretari cittadini de La Destra – Gioventù Italiana fanno rilevare l’importanza dell’iniziativa, sostenendo come la stessa sia adottata per la prima volta e sia un momento di democrazia, di confronto e di partecipazione popolare alla vita amministrativa del paese.

 Il Segretario di Gioventù Italiana – Gianvito Maglio – sottolinea ancora l’importanza di consentire l’accesso alla città dei mezzi di emergenza, soprattutto nei giorni di ferragosto, al fine di evitare il blocco di qualsiasi mezzo di soccorso in caso di necessità che si dovessero verificare.

Il Consigliere Comunale – Giovanni Taddeo – precisa che in allegato alla proposta è stata anche avanzata una richiesta di affidamento del servizio parcheggio ( nell’area di sosta dei bus, in via esterna San Bartolomeo ) ad associazioni presenti sul territorio oppure a cooperative temporanee di giovani, al fine di evitare la sosta selvaggia e cercare di ottimizzare gli spazi, in modo da consentire il maggior numero possibile di posti auto.

L’iniziativa pur se avanzata dai partiti de “La Destra – Fiamma Tricolore” risulta avere interesse generale rivolto alla cittadinanza.  L’invito a tutti i cittadini è di recarsi ai gazebo allestiti al Centro Storico – Quadrivio – Puglietta – S. Maria La Nova, nella giornata di domenica 12 luglio dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle ore 18.00 alle 22.00 .

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lunedì, 06 luglio 2009

NEL RICORDO DI CARLO FALVELLA

Nel ricordo di  Carlo Falvella                               
contro violenza e discriminazione
Il Movimento Politico La Destra e Gioventu’ Italiana, nel 37° anniversario della morte, ricordano Carlo Falvella, militante del Fronte della Gioventù, vittima della violenza politica. Il fluire del tempo non attenua il ricordo, soprattutto in quelli che vissero la tormentata stagione degli anni di piombo, di un episodio che segnò profondamente la vita non solo dei militanti del msi-dn e delle sue organizzazioni giovanili ma, insieme ad essi, quella di una Città intera che partecipò impietrita e commossa alla tragica scomparsa di uno dei suoi figli. Ora che le passioni sono sopite, la memoria di quel sacrificio appare, se possibile, ancora più esemplare, oltre che per il suo alto valore morale, per il significato che assume sul versante dell’inutilità del ricorso alla violenza come strumento di lotta politica che serrò nella sua morsa, per un tempo che oggi appare incredibile e che durò molti anni, migliaia di giovani divisi dai colori dell’appartenenza ma, sicuramente, animati dalla volontà di costruire una società più giusta. La teoria degli opposti estremismi e la sua evoluzione nella violenza che portò fino all’orrore del terrorismo ebbe come unico risultato pratico di rimandare di un quindicennio il crollo di un sistema politico corrotto, non più in grado di garantire il Governo del Paese, distogliendo l’opinione pubblica, impaurita e rassegnata, dalle emergenze morali, economiche, sociali e politiche che l’avvolgevano: per raggiungere questo obiettivo non si esitò di sacrificare, a Destra e a Sinistra, una generazione di giovani entusiasta, che si affacciava sulla scena della politica con la volontà forte di modificarne obiettivi e contenuti, di determinare un cambiamento radicale nella società italiana. La Destra e Gioventù Italiana sostengono che sia venuto il tempo di chiudere il capitolo della guerra civile strisciante che ha diviso, in molti casi senza plausibili o sufficienti motivazioni che non affondassero le loro ragioni in anacronistici pregiudizi, innanzitutto la realtà giovanile, procedendo ad una analisi attenta e ad uno studio oggettivo, possibilmente non intriso dai paraocchi dell’ideologismo, di quegli anni difficili per ritrarne un ammaestramento contro la violenza come strumento di lotta politica e un forte rifiuto contro ogni discriminazione che comprima la libertà di espressione. A questo riguardo condividiamo l’iniziativa di una lettura comune, pur nelle differenti posizioni, di quegli anni e guardiamo con grande attenzione al tentativo di dialogo che parte dalla condivisa ripulsa della teoria della sopraffazione e della violenza. Auspichiamo solo, affinché ogni virtuoso tentativo non anneghi in una sorta di melassa di sentimentalismo fine a sé stesso e scarsamente utile per lo scopo che ci si propone, che cessino anti-storiche preclusioni e si eliminino tutte le zone d’ombra che tuttora resistono bandendo le remore dei luoghi comuni che non solo non aiutano a capire la tragedia di quegli anni ma impediscono di fare chiarezza su alcuni fatti ritenuti, come tabù, verità indiscutibili e che, meriterebbero, viceversa, anche sul piano dell’accertamento giudiziario, nuovi approfondimenti: per tutti, il capitolo delle stragi. In questo contesto di positivo confronto, ricordo di aver chiesto personalmente nella qualità di dirigente politico al Comune la intitolazione di una strada a Carlo Falvella da un decennio almeno, anticipando un tema che sembra, finalmente, farsi largo: fissare, come monito, nella memoria collettiva,anche fisicamente, il nome di una giovane vita recisa dalla violenza politica. Di più, per dare maggiore forza a questo messaggio, in tempi più recenti ho rinnovato e modificato la proposta chiedendo all’amministrazione comunale di dedicare una strada della Città, in maniera bi-partisan, anche ad una vittima di quella che un volta veniva liquidata, da una cortigiana informazione, con la definizione di “opposta fazione,” perché si chiudesse, con un atto di umanità e di civile gratitudine verso le vittime della violenza e del terrorismo, un capitolo terribile della storia della nostra comunità. Rinnovo in questa occasione tale richiesta sperando che i tempi siano giudiziosamente maturi.
Salerno, 06/07/09
                                                                                                                      Sergio Valese
                                                                        Segretario Prov.le La Destra
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sabato, 04 luglio 2009

7 LUGLIO 1972 - 7 LUGLIO 2009

 

locandinapiccola

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giovedì, 02 luglio 2009

LA DESTRA VIVE .........

bandiera-la-destra

di Francesco Storace 

La Destra vive. E’ quello che mi sento di dire dopo le prime settimane seguite al trambusto post-elettorale.
In giro trovo voglia di ricominciare e questo perché probabilmente in molti hanno analizzato più approfonditamente i dati delle elezioni amministrative, molto migliori rispetto alle europee.
Il che ci consente di rimettere la macchina in moto, ovviamente verificando situazione per situazione ogni territorio. Si tratta di lavorare con serenità, partendo dal dato che siamo ad appena i primi due anni del nostro percorso politico.

Cito un solo esempio, anche se c’è chi mi rimprovera di parlare troppo spesso del Lazio, ma è ovviamente la Regione che conosco meglio.
Se ognuno fa lo stesso lavoro per la propria Regione, si capiscono meglio punti di forza e di debolezza per il simbolo de La Destra.

Il Lazio è la Regione dove nelle tre elezioni provinciali, Rieti, Frosinone e Latina, ci siamo presentati con il nostro simbolo, e i risultati differenti per ciascuna delle province dipendono probabilmente dalla qualità o meno dei candidati locali nei collegi.

Ma andiamo per ordine. Il Lazio è Regione che ha 3 milioni di elettori ed elettrici. La provincia di Rieti ne ha 103mila, quella di Frosinone 324mila e quella di Latina 323mila. Totale 750mila, ovvero un quarto degli elettori della regione.
Calcolando i soli voti validi in termini assoluti - altrimenti dobbiamo entrare nel ginepraio degli astenuti, delle schede bianche e di quelle nulle, ma questo serve per altre riflessioni e non su quella che stiamo facendo ora - circa 14mila voti sono stati raccolti dalle liste de La Destra.
E teniamo presente che ci sono state realtà dove si sono presentati candidati per più collegi per l’organizzazione ancora ridotta della struttura in una provincia, mentre dove siamo andati meglio c’era un candidato per collegio.

14mila voti in un quarto del territorio, possono consentirci alle regionali, dove la scelta dei candidati sarà molto più selettiva, l’ambizione di raccoglierne almeno 60mila - in una regione che ai quattro partiti dell’autonomia ne ha dati appena 25mila alle europee -  senza lasciarsi andare a ottimismi di maniera. Se poi le candidature, oltre che essere più rappresentative, saranno pure capaci di raccogliere consensi, l’obiettivo può anche essere aumentato.

Con sessantamila voti, a legge vigente, nel Lazio si ottengono due consiglieri. Se si è nella coalizione che vince e scatta il premio di maggioranza, diventano tre.
E’ una partita che vale la pena di giocare.
La stessa situazione va analizzata per ognuna delle tredici regioni a statuto ordinario che andranno al voto. Laddove ci saranno maggiori difficoltà organizzative, penso al Nord, studieremo la formula più idonea per garantirci una rappresentanza comunque.
Certo è che La Destra ha carte da giocare.

Sono dati che servono alla nostra riflessione interna. Leggo molti documenti, alcuni dei quali anche critici - anche con accenti di ingenerosità, ma può capitare - e da (quasi) tutti si possono trarre buoni spunti di decisione.

Il prossimo fine settimane - l’11 e 12 luglio - l’esecutivo tornerà a riunirsi e credo che faremo bene a convocare entro la fine del mese una sessione del Comitato centrale, sia per quel che riguarda il bilancio 2008 - il segretario amministrativo, Livio Proietti, è già pronto - sia per la proposta politica (o le proposte) da discutere in seno al più vasto organo dirigente.
Sulla data del Comitato centrale, deciderà l’esecutivo; l’importante è che qualunque sarà la decisione presa, essa sia sempre spiegabile a tutti.

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domenica, 28 giugno 2009

REGOLE !

                


       

di Francesco Storace

Sono grato ai membri dell’esecutivo nazionale e ai segretari regionali che hanno voluto respingere le mie dimissioni. Nel documento approvato, hanno voluto anche rinviare il Comitato centrale e fissare una riunione del gruppo dirigente per articolare una o più ipotesi da formulare al partito nella sua sede di più vasta rappresentanza dirigenziale, il Cc appunto.

Verificherò il lavoro che sarà proposto, dirò la mia, ma intanto anticipo che le regole scritte nello Statuto non vanno in pensione.
Ci sono dirigenti, o alcune persone che abusano di tale titolo, che approfittano della rete per insultare e/o dileggiare tizio, caio, il segretario nazionale, quello regionale, quello provinciale e via discorrendo.
Tutto questo è sleale. Si tratta di un manipolo di soggetti facili da individuare, verso i quali intendo applicare senza indugio il primo articolo dello Statuto che afferma tra l’altro che “l’iscritto al movimento ha il dovere della lealtà”.

E’ mia intenzione discutere con il presidente del partito il tema di quegli iscritti incompatibili che continueranno a mettere in pratica azioni di slealtà verso il Movimento e, a loro tutela, potranno ricorrere all’articolo 4: “La deliberazione di incompatibilità dell’iscritto è adottata dal segretario nazionale del Movimento d’intesa con il Presidente ed è appellabile entro venti giorni esclusivamente presso il Comitato etico che decide insindacabilmente”.

L’articolo 21, sulle tutele, è ancora più preciso: “Gli eletti nelle cariche ed i componenti degli organi di direzione non possono essere rimossi prima della scadenza del mandato se non per comprovati motivi di assoluta incompatibilità con i principi e l’etica del movimento. La delibera è adottata dal Segretario Nazionale d’intesa il Presidente Nazionale, fatto sempre salvo il ricorso al Comitato Etico”.

E’ una previsione che riguarda tutti gli iscritti, fondatori inclusi, decisa dallo Statuto approvato all’unanimità dal Congresso nazionale del Movimento.
Terminata la fase delle assemblee regionali – 10 luglio 2009 – intendo verificare ciascuna struttura provinciale e regionale, sulla base delle relazioni che riceverò dai nostri rappresentanti delegati alla convocazione delle riunioni.

Sicuramente occorre prevedere il regolamento per l’elezione dei segretari regionali, previsto dall’articolo 10 dello Statuto. Saranno da me convocati, d’intesa col presidente – e sulla base del regolamento che il Comitato centrale dovrà elaborare e approvare – laddove sarà pronta la struttura organizzativa. Non a caso, la norma statutaria prevede la convocazione “del” congresso regionale e non “dei” congressi regionali, proprio perché è impensabile che un partito con due anni di vita possa essere già pronto ovunque all’appuntamento.
Del resto, l’articolo 14 dello Statuto afferma che “nel caso di impedimento o di revoca per gravissime inadempienze organizzative e funzionali (…)” il segretario del partito provvede “alla nomina di commissari, sentiti rispettivamente il Presidente del Partito ed i Segretari Regionali competenti”. Questa norma è chiara: i segretari regionali sono parte importante del processo di vigilanza sulle attività federali. E l’esempio è immediato: è sicuramente gravissima inadempienza rifiutarsi di partecipare a riunioni convocate per discutere come gruppo dirigente. E nei casi di specie, procederò a norma di Statuto.

Il Congresso del partito, articolo 11, si celebra ogni tre anni. L’ultimo si è svolto nel novembre 2008.

Questa nota vale per chi gioca al massacro.
Per chi ha a cuore la politica vale il post di ieri. Poi ciascuno di noi, me compreso, deciderà che fare da grande.
Chi non ha capito l’importanza del rispetto fra noi, non può stare nella stessa nostra casa. Ce ne sono altre. Molto più comode.

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mercoledì, 24 giugno 2009

L'ESECUTIVO RESPINGE LE DIMISSIONI DI STORACE

        

la-destra1

L’esecutivo nazionale de La Destra, riunito a Roma nella seduta del 24 giugno 2009,

                                                            preso atto:

- delle dimissioni presentate dal segretario nazionale Francesco Storace, apprezzandone il senso di assunzione collettiva di responsabilità e il significato di profondo attaccamento al percorso politico intrapreso con la costituzione del movimento La Destra , con voto unanime le respinge;

                                                         considerate:

- le evoluzioni del contesto politico maturate alla luce del risultato delle elezioni europee e delle elezioni amministrative si convoca per i giorni 11 e 12 luglio, al fine di predisporre un documento di analisi da sottoporre in autunno al Comitato centrale del Partito. Per tale ragione, ritiene opportuno rinviare la seduta del Comitato centrale, già convocata per il 4 e 5 luglio, affinché l’organismo collegiale di vertice del partito possa avere i sufficienti elementi per definire la linea politica de La Destra e programmare gli impegni politici della prossima stagione;

                                                          da mandato:

- ai segretari regionali del Movimento di convocare entro il prossimo 10 luglio 2009 le proprie assemblee dei quadri dirigenti, per poi relazionare al segretario e all’esecutivo del partito in merito alle istanze che emergono dal territorio di loro competenza e alla situazione politica locale.

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lunedì, 22 giugno 2009

UNA NUOVA SCOMMESSA...

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di Francesco Storace

Sto preparando la relazione per il Comitato centrale del 4 e 5 luglio.
Prima di quella seduta vedrò, mercoledì prossimo, i fondatori che hanno accettato di continuare la strada de La Destra e nella stessa giornata riunirò l’esecutivo.
Ad essi, prima di tutto, comincerò a dire quali sono le mie intenzioni. Che non sono negoziabili. E auspico altrettanta sincerità nelle intenzioni di tutti.
Il momento è difficile, lo si può superare solo con un colpo d’ala e non con le facilissime sloganistiche soluzioni di cui sento vagheggiare…

Non ci manca il coraggio, manca il rispetto. Per le nostre storie, per le nostre scelte.
Le idee della destra sono il valore della nostra vita. Ma non possono rappresentare l’alibi per manovre di posizionamento che gettano fango solo su chi le mette in opera.
La Destra non è fatta da una sola persona, ma da una comunità. Poi, accade che nel territorio ciascuno pensi di fare quello che gli pare.
Legittimo che la si pensi così; legittimo – spero – da parte mia che nessuno mi costringa a pensarla allo stesso modo.

Manca un’idea di Nazione a questa nostra Italia, e c’è chi si balocca attorno a rivendicazionismi che non hanno più alcun senso.
Manca sobrietà alla politica e c’è chi finge di pensare di aver trovato la soluzione in un’adunata di camicie più o meno nere.
Manca etica nella società e c’è chi sforna la bella pensata di richiamare vecchie glorie in servizio, anche se claudicanti.

No, auspico più profondità nell’analisi, più capacità di capire che cosa serve all’Italia prima ancora che a noi stessi. Se il problema fossero stati gli affari nostri, sarebbe stato sufficiente accogliere alcune richieste che hanno trovato disponibilissimi notissimi rivoluzionari.

Ragioniamoci seriamente. C’è un Paese che si sta sfasciando e la gente comincia ad avere paura del futuro. Come rassicurare gli italiani è la scommessa della politica. Di una nuova politica.

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sabato, 20 giugno 2009

IL LAVORO PERDUTO

   

lavoro

di Francesco Storace

Chi darà da mangiare ad altri 200mila disoccupati di questo Paese?
Mentre il governo si affanna nelle scabrose vicende in cui pare immerso il presidente del Consiglio e l’opposizione pare interessata solo a sapere con chi va a letto Berlusconi, centinaia di migliaia di italiani perdono il lavoro in soli tre mesi.
Siamo scandalizzati: nessuno si occupa del lavoro perduto. Ecco la prima grande battaglia che dovrà vedere protagonista una destra consapevole: il lavoro. Che è un dramma per i giovani e una tragedia per il Sud.
Al Comitato Centrale del 4 e 5 luglio mi piacerebbe che si parlasse più della persona e dei suoi diritti che di politichese…

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mercoledì, 10 giugno 2009

UN GESTO

   

bandiera-la-destra

di Francesco Storace

Domani riunirò l’esecutivo del partito.
Ho chiesto ai dirigenti de La Destra di vederci, unitamente ai segretari regionali, perché è davvero il momento delle decisioni e di assumersi responsabilità.
In queste ore ho letto molto e, blog a parte, mi fa piacere trovare un affetto enorme in ogni parte d’Italia. Ma non basta. Occorre uno sforzo di analisi in più.

E’ ovvio che brucia la sconfitta elettorale. Il progetto dell’Autonomia sembrava l’unica strada per superare lo sbarramento. Ma non è piaciuto agli elettori de La Destra, come dimostra il voto sul nostro simbolo alle amministrative, doppio rispetto al risultato ottenuto dai quattro partiti dell’alleanza, soprattutto al centro nord. Il nostro elettorato non ci ha seguito nell’accordo o addirittura ci ha votato – ormai ce lo segnalano in ogni provincia – sulla lista Fiamma destra sociale.
Tre o quattro preferenze a sezione elettorale se ne sono andate così, moltiplicate per 60mila fanno centinaia di migliaia di voti.

Ma è evidente che il problema non è solo di tecnica elettorale, ma è stato politico. L’alleanza è maturata troppo in fretta, non è stata spiegata e qualcuno ci ha giocato sopra, come chi se ne è sfilato all’ultimo momento.
In molti, tra le mail che ricevo – e sono davvero tante centinaia – chiedono unità d’area. Laddove la si è tentata alle amministrative i voti non sono stati esaltanti, con tutto il rispetto per chi ci si è impegnato. Ma certi percorsi non si improvvisano.
Del resto, il livore manifestato ieri da Romagnoli sul suo blog è incredibile.
Ma non vogliamo replicare come si dovrebbe, perché ben più ambizioso del personalismo deve essere il nostro progetto.

Se c’è spazio per un dialogo – serio, però, non fatto solo a mezzo stampa – io sono il primo a essere d’accordo e anche a mettermi dietro le quinte. Non ho bisogno di incarichi, ma solo di sapere quali sono le stanze da ripulire. E il tutto deve passare attraverso una cosa nuova.

Domani ne parlerò all’esecutivo, valutando pro e contro, perché ci sono anche motivazioni convincenti da parte di chi è contrario.
Si comincia una discussione. Io voglio farla seria. Appena vedo che non lo è mi blocco. Perché non avrebbe senso continuare.

Ma non può finire a tarallucci e vino la stessa discussione sul risultato europeo. Non intendo tornare indietro rispetto all’assunzione di responsabilità, che in primis è del segretario del partito. Sia quando va bene che quando va male.
E domani metterò sul tavolo la necessità di discutere, anche qui con serenità e serietà, se io debba restare per forza alla segreteria. Non è obbligatorio, non bisogna avere timore di parlarne. Sapendo che il mio posto resta ne La Destra.

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lunedì, 08 giugno 2009

CI ABBIAMO PROVATO...

    

f-storace

di Francesco Storace

Sento tutta intera la responsabilità di un risultato deludente. E poco importa se oltre al lusinghiero risultato della Sicilia, il sud, dove ho fatto praticamente tutta la campagna elettorale, è ben al di sopra della media nazionale. Quel 2,21 preso dall’Autonomia brucia davvero.
Il quorum per le Europee non lo abbiamo superato, e anzi è rimasto distante.
Nemmeno gli altri movimenti “a destra” possono cantare vittoria. Sono rimasti al palo, con quello di Romagnoli – con l’abuso della scritta destra sociale – che ha succhiato preferenze col mio nome e quello di Buontempo in molte sezioni elettorali.
Ora bisogna ragionare sul da farsi. L’alleanza con Lombardo – che comunque ci tengo a ringraziare per il coraggio manifestato – è andata male. E se dipendesse unicamente dalla mia volontà saprei già che fare. Ma ci devo pensare, perché a questa comunità tengo da morire. Ho amato questa gente, che mi ha accolto ovunque con gioia e tutti insieme dobbiamo trovare la soluzione migliore.
Ora verifichiamo che è successo alle amministrative e poi ci riuniremo.
Io ci ho provato.

postato da: ladestrasalerno alle ore 18:43 | link | commenti (2)
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