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COMUNICATO STAMPA La Destra, CampagnaCAMPAGNA - L’ impegno politico dei partiti de “ La Destra - Gioventù Italiana - Fiamma Tricolore” non va in vacanza. Il compito è quello di riconoscere l’onore , la lealtà e la disponibilità ad ascoltare gli altri, quali valori assoluti nella vita di ogni giorno, rifiutando il compromesso sistematico, quale strumento di affermazione sociale. Attraverso il Consigliere Comunale Giovanni Taddeo, lanciano una proposta di petizione popolare, affinchè si risolva il gravoso problema del traffico durante l’agosto campagnese. Lo scopo dell’iniziativa sarà soprattutto vincolare, attraverso la volontà dei cittadini, l’amministrazione comunale a trovare una soluzione adeguata, sia alle esigenze di sicurezza pubblica, che a quelle turistiche. Il quesito sul quale i cittadini campagnesi dovranno esprimere il loro parere si snoda in un'unica petizione che porta tre proposte : · L’istituzione di un senso unico di afflusso e deflusso del traffico veicolare solo ed esclusivamente attraverso la strada via Madonna delle Grazie, prevedendo il divieto di parcheggio su tutta l’arteria. Utilizzare la strada Provinciale principale come afflusso solo per i residenti e i mezzi di emergenza. · L’istituzione di un senso unico di afflusso verso il paese,fino all’incrocio con via Madonna delle Grazie, che preveda la rimozione forzata di tutte le autovetture sul lato del marciapiede Sant’ Antonio, al fine di evitare code ed avere la possibilità di afflusso dei mezzi di emergenza. Utilizzare via Madonna delle Grazie come strada di deflusso con posteggio di un’unica fila. · La chiusura all’accesso del paese ai non residenti del centro storico nei giorni del 13-14-15-16 agosto, con l’istituzione di navette di trasporto gratuito per i turisti e per i non residenti dalle ore 20.00 alle ore 2.00 in partenza dalla frazione Quadrivio. I cittadini sono chiamati a firmare affinché il Consiglio Comunale, facendo riferimento all’ art. 12 dello Statuto comunale, metta all’ordine del giorno la risoluzione del problema attraverso l’adozione di almeno una delle tre proposte presentate agli stessi cittadini. I Segretari cittadini de La Destra – Gioventù Italiana fanno rilevare l’importanza dell’iniziativa, sostenendo come la stessa sia adottata per la prima volta e sia un momento di democrazia, di confronto e di partecipazione popolare alla vita amministrativa del paese. Il Segretario di Gioventù Italiana – Gianvito Maglio – sottolinea ancora l’importanza di consentire l’accesso alla città dei mezzi di emergenza, soprattutto nei giorni di ferragosto, al fine di evitare il blocco di qualsiasi mezzo di soccorso in caso di necessità che si dovessero verificare. Il Consigliere Comunale – Giovanni Taddeo – precisa che in allegato alla proposta è stata anche avanzata una richiesta di affidamento del servizio parcheggio ( nell’area di sosta dei bus, in via esterna San Bartolomeo ) ad associazioni presenti sul territorio oppure a cooperative temporanee di giovani, al fine di evitare la sosta selvaggia e cercare di ottimizzare gli spazi, in modo da consentire il maggior numero possibile di posti auto. L’iniziativa pur se avanzata dai partiti de “La Destra – Fiamma Tricolore” risulta avere interesse generale rivolto alla cittadinanza. L’invito a tutti i cittadini è di recarsi ai gazebo allestiti al Centro Storico – Quadrivio – Puglietta – S. Maria La Nova, nella giornata di domenica 12 luglio dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle ore 18.00 alle 22.00 . NEL RICORDO DI CARLO FALVELLANel ricordo di Carlo Falvella
![]() contro violenza e discriminazione
Il Movimento Politico La Destra e Gioventu’ Italiana, nel 37° anniversario della morte, ricordano Carlo Falvella, militante del Fronte della Gioventù, vittima della violenza politica. Il fluire del tempo non attenua il ricordo, soprattutto in quelli che vissero la tormentata stagione degli anni di piombo, di un episodio che segnò profondamente la vita non solo dei militanti del msi-dn e delle sue organizzazioni giovanili ma, insieme ad essi, quella di una Città intera che partecipò impietrita e commossa alla tragica scomparsa di uno dei suoi figli. Ora che le passioni sono sopite, la memoria di quel sacrificio appare, se possibile, ancora più esemplare, oltre che per il suo alto valore morale, per il significato che assume sul versante dell’inutilità del ricorso alla violenza come strumento di lotta politica che serrò nella sua morsa, per un tempo che oggi appare incredibile e che durò molti anni, migliaia di giovani divisi dai colori dell’appartenenza ma, sicuramente, animati dalla volontà di costruire una società più giusta. La teoria degli opposti estremismi e la sua evoluzione nella violenza che portò fino all’orrore del terrorismo ebbe come unico risultato pratico di rimandare di un quindicennio il crollo di un sistema politico corrotto, non più in grado di garantire il Governo del Paese, distogliendo l’opinione pubblica, impaurita e rassegnata, dalle emergenze morali, economiche, sociali e politiche che l’avvolgevano: per raggiungere questo obiettivo non si esitò di sacrificare, a Destra e a Sinistra, una generazione di giovani entusiasta, che si affacciava sulla scena della politica con la volontà forte di modificarne obiettivi e contenuti, di determinare un cambiamento radicale nella società italiana. La Destra e Gioventù Italiana sostengono che sia venuto il tempo di chiudere il capitolo della guerra civile strisciante che ha diviso, in molti casi senza plausibili o sufficienti motivazioni che non affondassero le loro ragioni in anacronistici pregiudizi, innanzitutto la realtà giovanile, procedendo ad una analisi attenta e ad uno studio oggettivo, possibilmente non intriso dai paraocchi dell’ideologismo, di quegli anni difficili per ritrarne un ammaestramento contro la violenza come strumento di lotta politica e un forte rifiuto contro ogni discriminazione che comprima la libertà di espressione. A questo riguardo condividiamo l’iniziativa di una lettura comune, pur nelle differenti posizioni, di quegli anni e guardiamo con grande attenzione al tentativo di dialogo che parte dalla condivisa ripulsa della teoria della sopraffazione e della violenza. Auspichiamo solo, affinché ogni virtuoso tentativo non anneghi in una sorta di melassa di sentimentalismo fine a sé stesso e scarsamente utile per lo scopo che ci si propone, che cessino anti-storiche preclusioni e si eliminino tutte le zone d’ombra che tuttora resistono bandendo le remore dei luoghi comuni che non solo non aiutano a capire la tragedia di quegli anni ma impediscono di fare chiarezza su alcuni fatti ritenuti, come tabù, verità indiscutibili e che, meriterebbero, viceversa, anche sul piano dell’accertamento giudiziario, nuovi approfondimenti: per tutti, il capitolo delle stragi. In questo contesto di positivo confronto, ricordo di aver chiesto personalmente nella qualità di dirigente politico al Comune la intitolazione di una strada a Carlo Falvella da un decennio almeno, anticipando un tema che sembra, finalmente, farsi largo: fissare, come monito, nella memoria collettiva,anche fisicamente, il nome di una giovane vita recisa dalla violenza politica. Di più, per dare maggiore forza a questo messaggio, in tempi più recenti ho rinnovato e modificato la proposta chiedendo all’amministrazione comunale di dedicare una strada della Città, in maniera bi-partisan, anche ad una vittima di quella che un volta veniva liquidata, da una cortigiana informazione, con la definizione di “opposta fazione,” perché si chiudesse, con un atto di umanità e di civile gratitudine verso le vittime della violenza e del terrorismo, un capitolo terribile della storia della nostra comunità. Rinnovo in questa occasione tale richiesta sperando che i tempi siano giudiziosamente maturi.
Salerno, 06/07/09
Sergio Valese
Segretario Prov.le La Destra
LA DESTRA VIVE .........di Francesco Storace La Destra vive. E’ quello che mi sento di dire dopo le prime settimane seguite al trambusto post-elettorale. Cito un solo esempio, anche se c’è chi mi rimprovera di parlare troppo spesso del Lazio, ma è ovviamente la Regione che conosco meglio. Il Lazio è la Regione dove nelle tre elezioni provinciali, Rieti, Frosinone e Latina, ci siamo presentati con il nostro simbolo, e i risultati differenti per ciascuna delle province dipendono probabilmente dalla qualità o meno dei candidati locali nei collegi. Ma andiamo per ordine. Il Lazio è Regione che ha 3 milioni di elettori ed elettrici. La provincia di Rieti ne ha 103mila, quella di Frosinone 324mila e quella di Latina 323mila. Totale 750mila, ovvero un quarto degli elettori della regione. 14mila voti in un quarto del territorio, possono consentirci alle regionali, dove la scelta dei candidati sarà molto più selettiva, l’ambizione di raccoglierne almeno 60mila - in una regione che ai quattro partiti dell’autonomia ne ha dati appena 25mila alle europee - senza lasciarsi andare a ottimismi di maniera. Se poi le candidature, oltre che essere più rappresentative, saranno pure capaci di raccogliere consensi, l’obiettivo può anche essere aumentato. Con sessantamila voti, a legge vigente, nel Lazio si ottengono due consiglieri. Se si è nella coalizione che vince e scatta il premio di maggioranza, diventano tre. Sono dati che servono alla nostra riflessione interna. Leggo molti documenti, alcuni dei quali anche critici - anche con accenti di ingenerosità, ma può capitare - e da (quasi) tutti si possono trarre buoni spunti di decisione. Il prossimo fine settimane - l’11 e 12 luglio - l’esecutivo tornerà a riunirsi e credo che faremo bene a convocare entro la fine del mese una sessione del Comitato centrale, sia per quel che riguarda il bilancio 2008 - il segretario amministrativo, Livio Proietti, è già pronto - sia per la proposta politica (o le proposte) da discutere in seno al più vasto organo dirigente. REGOLE !
di Francesco Storace Sono grato ai membri dell’esecutivo nazionale e ai segretari regionali che hanno voluto respingere le mie dimissioni. Nel documento approvato, hanno voluto anche rinviare il Comitato centrale e fissare una riunione del gruppo dirigente per articolare una o più ipotesi da formulare al partito nella sua sede di più vasta rappresentanza dirigenziale, il Cc appunto. Verificherò il lavoro che sarà proposto, dirò la mia, ma intanto anticipo che le regole scritte nello Statuto non vanno in pensione. E’ mia intenzione discutere con il presidente del partito il tema di quegli iscritti incompatibili che continueranno a mettere in pratica azioni di slealtà verso il Movimento e, a loro tutela, potranno ricorrere all’articolo 4: “La deliberazione di incompatibilità dell’iscritto è adottata dal segretario nazionale del Movimento d’intesa con il Presidente ed è appellabile entro venti giorni esclusivamente presso il Comitato etico che decide insindacabilmente”. L’articolo 21, sulle tutele, è ancora più preciso: “Gli eletti nelle cariche ed i componenti degli organi di direzione non possono essere rimossi prima della scadenza del mandato se non per comprovati motivi di assoluta incompatibilità con i principi e l’etica del movimento. La delibera è adottata dal Segretario Nazionale d’intesa il Presidente Nazionale, fatto sempre salvo il ricorso al Comitato Etico”. E’ una previsione che riguarda tutti gli iscritti, fondatori inclusi, decisa dallo Statuto approvato all’unanimità dal Congresso nazionale del Movimento. Sicuramente occorre prevedere il regolamento per l’elezione dei segretari regionali, previsto dall’articolo 10 dello Statuto. Saranno da me convocati, d’intesa col presidente – e sulla base del regolamento che il Comitato centrale dovrà elaborare e approvare – laddove sarà pronta la struttura organizzativa. Non a caso, la norma statutaria prevede la convocazione “del” congresso regionale e non “dei” congressi regionali, proprio perché è impensabile che un partito con due anni di vita possa essere già pronto ovunque all’appuntamento. Il Congresso del partito, articolo 11, si celebra ogni tre anni. L’ultimo si è svolto nel novembre 2008. Questa nota vale per chi gioca al massacro. L'ESECUTIVO RESPINGE LE DIMISSIONI DI STORACEL’esecutivo nazionale de La Destra, riunito a Roma nella seduta del 24 giugno 2009, preso atto: - delle dimissioni presentate dal segretario nazionale Francesco Storace, apprezzandone il senso di assunzione collettiva di responsabilità e il significato di profondo attaccamento al percorso politico intrapreso con la costituzione del movimento La Destra , con voto unanime le respinge; considerate: - le evoluzioni del contesto politico maturate alla luce del risultato delle elezioni europee e delle elezioni amministrative si convoca per i giorni 11 e 12 luglio, al fine di predisporre un documento di analisi da sottoporre in autunno al Comitato centrale del Partito. Per tale ragione, ritiene opportuno rinviare la seduta del Comitato centrale, già convocata per il 4 e 5 luglio, affinché l’organismo collegiale di vertice del partito possa avere i sufficienti elementi per definire la linea politica de La Destra e programmare gli impegni politici della prossima stagione; da mandato: - ai segretari regionali del Movimento di convocare entro il prossimo 10 luglio 2009 le proprie assemblee dei quadri dirigenti, per poi relazionare al segretario e all’esecutivo del partito in merito alle istanze che emergono dal territorio di loro competenza e alla situazione politica locale. UNA NUOVA SCOMMESSA...di Francesco Storace Sto preparando la relazione per il Comitato centrale del 4 e 5 luglio. Non ci manca il coraggio, manca il rispetto. Per le nostre storie, per le nostre scelte. Manca un’idea di Nazione a questa nostra Italia, e c’è chi si balocca attorno a rivendicazionismi che non hanno più alcun senso. No, auspico più profondità nell’analisi, più capacità di capire che cosa serve all’Italia prima ancora che a noi stessi. Se il problema fossero stati gli affari nostri, sarebbe stato sufficiente accogliere alcune richieste che hanno trovato disponibilissimi notissimi rivoluzionari. Ragioniamoci seriamente. C’è un Paese che si sta sfasciando e la gente comincia ad avere paura del futuro. Come rassicurare gli italiani è la scommessa della politica. Di una nuova politica. IL LAVORO PERDUTOdi Francesco Storace Chi darà da mangiare ad altri 200mila disoccupati di questo Paese? UN GESTO
di Francesco Storace Domani riunirò l’esecutivo del partito. E’ ovvio che brucia la sconfitta elettorale. Il progetto dell’Autonomia sembrava l’unica strada per superare lo sbarramento. Ma non è piaciuto agli elettori de La Destra, come dimostra il voto sul nostro simbolo alle amministrative, doppio rispetto al risultato ottenuto dai quattro partiti dell’alleanza, soprattutto al centro nord. Il nostro elettorato non ci ha seguito nell’accordo o addirittura ci ha votato – ormai ce lo segnalano in ogni provincia – sulla lista Fiamma destra sociale. Ma è evidente che il problema non è solo di tecnica elettorale, ma è stato politico. L’alleanza è maturata troppo in fretta, non è stata spiegata e qualcuno ci ha giocato sopra, come chi se ne è sfilato all’ultimo momento. Se c’è spazio per un dialogo – serio, però, non fatto solo a mezzo stampa – io sono il primo a essere d’accordo e anche a mettermi dietro le quinte. Non ho bisogno di incarichi, ma solo di sapere quali sono le stanze da ripulire. E il tutto deve passare attraverso una cosa nuova. Domani ne parlerò all’esecutivo, valutando pro e contro, perché ci sono anche motivazioni convincenti da parte di chi è contrario. Ma non può finire a tarallucci e vino la stessa discussione sul risultato europeo. Non intendo tornare indietro rispetto all’assunzione di responsabilità, che in primis è del segretario del partito. Sia quando va bene che quando va male. CI ABBIAMO PROVATO...di Francesco Storace Sento tutta intera la responsabilità di un risultato deludente. E poco importa se oltre al lusinghiero risultato della Sicilia, il sud, dove ho fatto praticamente tutta la campagna elettorale, è ben al di sopra della media nazionale. Quel 2,21 preso dall’Autonomia brucia davvero. |