mercoledì, 10 giugno 2009

UN GESTO

   

bandiera-la-destra

di Francesco Storace

Domani riunirò l’esecutivo del partito.
Ho chiesto ai dirigenti de La Destra di vederci, unitamente ai segretari regionali, perché è davvero il momento delle decisioni e di assumersi responsabilità.
In queste ore ho letto molto e, blog a parte, mi fa piacere trovare un affetto enorme in ogni parte d’Italia. Ma non basta. Occorre uno sforzo di analisi in più.

E’ ovvio che brucia la sconfitta elettorale. Il progetto dell’Autonomia sembrava l’unica strada per superare lo sbarramento. Ma non è piaciuto agli elettori de La Destra, come dimostra il voto sul nostro simbolo alle amministrative, doppio rispetto al risultato ottenuto dai quattro partiti dell’alleanza, soprattutto al centro nord. Il nostro elettorato non ci ha seguito nell’accordo o addirittura ci ha votato – ormai ce lo segnalano in ogni provincia – sulla lista Fiamma destra sociale.
Tre o quattro preferenze a sezione elettorale se ne sono andate così, moltiplicate per 60mila fanno centinaia di migliaia di voti.

Ma è evidente che il problema non è solo di tecnica elettorale, ma è stato politico. L’alleanza è maturata troppo in fretta, non è stata spiegata e qualcuno ci ha giocato sopra, come chi se ne è sfilato all’ultimo momento.
In molti, tra le mail che ricevo – e sono davvero tante centinaia – chiedono unità d’area. Laddove la si è tentata alle amministrative i voti non sono stati esaltanti, con tutto il rispetto per chi ci si è impegnato. Ma certi percorsi non si improvvisano.
Del resto, il livore manifestato ieri da Romagnoli sul suo blog è incredibile.
Ma non vogliamo replicare come si dovrebbe, perché ben più ambizioso del personalismo deve essere il nostro progetto.

Se c’è spazio per un dialogo – serio, però, non fatto solo a mezzo stampa – io sono il primo a essere d’accordo e anche a mettermi dietro le quinte. Non ho bisogno di incarichi, ma solo di sapere quali sono le stanze da ripulire. E il tutto deve passare attraverso una cosa nuova.

Domani ne parlerò all’esecutivo, valutando pro e contro, perché ci sono anche motivazioni convincenti da parte di chi è contrario.
Si comincia una discussione. Io voglio farla seria. Appena vedo che non lo è mi blocco. Perché non avrebbe senso continuare.

Ma non può finire a tarallucci e vino la stessa discussione sul risultato europeo. Non intendo tornare indietro rispetto all’assunzione di responsabilità, che in primis è del segretario del partito. Sia quando va bene che quando va male.
E domani metterò sul tavolo la necessità di discutere, anche qui con serenità e serietà, se io debba restare per forza alla segreteria. Non è obbligatorio, non bisogna avere timore di parlarne. Sapendo che il mio posto resta ne La Destra.

postato da: ladestrasalerno alle ore 20:31 | link | commenti
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